lunedì 27 marzo 2017

Monza: il Papa e il milione di autenticati

Monza 25 marzo 2017, ore 14.00. La Messa del Papa si svolgerà alle ore 15.00. Essendo io residente a Monza e potendo raggiungere il Parco di Monza a piedi in una ventina di minuti, decido insieme a mia moglie di andare a vedere quella manifestazione che per le previsioni si annunciava grandiosa e solenne.
 Decisione avventata, perché un vicino di casa, il giorno prima, mi aveva detto che non mi avrebbero fatto entrare:
-         Se lei se non fa parte di un gruppo organizzato dalla Parrocchia non entra.
-         Ma come è possibile!? Io sono un cittadino, mostro i documenti. Possono perquisirmi se vogliono, ma perché non dovrebbero farmi entrare.
-         Perché è così. Le disposizioni sono queste, entrano solo quelli delle parrocchie.
Non ho creduto alle affermazioni del mio vicino di casa, ho pensato che tale disposizione non poteva prenderla il Sindaco di Monza. Dissi a mia moglie: figurasi se a Piazza San Pietro ogni domenica possano entrare solo quelli delle parrocchie, finirebbe il turismo a Roma. E poi nel Parco di Monza c’è spazio per milioni e milioni di persone e noi non pretendiamo di avvicinarci al Papa, ci limiteremo solo a guardare da lontano.
Ma se sei agnostico che ci vai a fare?
Pura curiosità di un essere umano non credente.
Usciamo  di casa, alle ore 14.00 del 25 marzo, e mia moglie mi dice che ha dimenticato a portare con se i documenti. Gli dico che non è possibile, perché se gli addetti al controllo dell’entrata al parco ci chiedono i documenti, giustamente non ci faranno entrare. Ritorniamo subito a casa e ci dotiamo con sicurezza delle rispettive carte d’identità.
 Ci rimettiamo in cammino e siamo ben in tempo. Ci meravigliamo per la piacevolezza della passeggiata: non ci sono macchine, le vie sono bloccate all’accesso delle auto, si respira un’aria di salubre serenità, le strade del quartiere che attraversiamo sono quasi deserte. Ci meravigliamo di vedere che ci sono alcune persone che stanno tornando dal parco.
 Sono le ore 14.45, arriviamo all’entrata del Parco di viale Cavriga, essendo quella l’entrata più vicina al luogo della manifestazione. Ci sono alcune persone dinanzi alla porta, non tante. A protezione dell’entrata un sei o sette poliziotti. Mi sembra il tutto un po’ strano,  perché quelle persone non stanno chiedendo d’entrare ma si  limitano ad aspettare nelle vicinanze della porta e sul viale.
 Comincio ad avere qualche perplessità. Forse il mio vicino di casa aveva ragione. Eppure dall’altro lato del cancello ci sono gli estesi prati vuoti; della grande manifestazione non si percepisce nulla, poteva anche non esserci.
 Come se nulla fosse ci avviciniamo ad uno dei poliziotti chiedendo d’entrare: mi conferma ESATTAMENTE le stesse cose che mi aveva detto il mio vicino di casa.
 Mi è sembrato inutile dire a quel poliziotto che l’ordinanza a mio avviso era illegittima, aveva solo il compito di applicarla e non discuterla.
 Io e mia moglie ce ne siamo ritornati a casa mentre nell’aria si diffondeva, proveniente da lontano, una musica liturgica.
 Sul milione di persone autenticate dalle parrocchie che hanno assistito alla Messa del Papa al Parco di Monza debbo crederci come atto di fede;  perché io, pur curioso, non li ho visti con i miei occhi.
 Mi limito pertanto a corredare questo post con la bandiera dello Stato del Vaticano.

Francesco Zaffuto
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domenica 26 marzo 2017

Londra, manifestazione pro Europa

Il 25 marzo 2017, a Roma una laccata manifestazione con Capi di Stato europei ed una manifestazione in contestazione dell’attuale UE.  Intanto a Londra, nello stesso giorno,  una imponente manifestazione di migliaia di partecipanti in favore dell’Europa e contro quella Brexit che sta andando a sancire il governo britannico.

sabato 25 marzo 2017

Il Parlamento USA e il Presidente USA

Nella giornata di venerdì 24 marzo 2017, Donald Trump ha subìto la sua prima importante sconfitta da quando è diventato presidente degli Stati Uniti. La sua proposta di riforma di Obamacare, la storica riforma sanitaria introdotta dal suo predecessore Barack Obama nel 2014, è stata ritirata.  Non aveva la maggioranza in Parlamento.
La Repubblica presidenziale USA, tutto sommato, è meno forte del cosiddetto Premierato forte,  che ipotizzava per l’Italia il cosiddetto Italicum alla Renzi,  dove con un premio di maggioranza il Premier poteva avere l’Asso pigliatutto in Parlamento.
Per le future strategie di riforma della Legge elettorale italiana questo dovrebbe farci riflettere.

giovedì 16 marzo 2017

votazioni Olanda, avanzano i verdi ecologisti

BUONGIORNO OLANDA - Con la grande partecipazione al voto gli olandesi hanno considerato importante questo appuntamento elettorale; non è avanzata la destra di Wilders come i giornali temevano, si confermano con qualche perdita i partiti tradizionali e i verdi fanno un balzo.
L'affluenza è stata del 78%, sui massimi degli ultimi trent'anni.
 Il partito del leader liberal Mark Rutte è nettamente in testa con il 21,2% dei voti e 33 seggi sui 150 seggi in palio nella Camera Bassa degli Stati Generali d'Olanda.  I populisti del Pvv figurano al secondo posto con il 13,1% e 20 seggi, solo uno di più dei democristiani del Cda (12,4%)e dei liberali progressisti del D66 (12,1), entrambi, se le percentuali resteranno invariate, con 19 seggi. Si conferma l'avanzata dei verdi del GroenLinks, passati dal 2,3% del 2012 a un 9%, e da 4 a ben 14 seggi. Confermato anche il successo del partito antirazzista Denk, che con il 2,1% (secondo le ultime percentuali disponibili) entra per la prima volta in parlamento con 3 rappresentanti.

domenica 12 marzo 2017

Carestia: mancano acqua e pane per 20 milioni di umani

Carestia: mancano acqua e pane per 20 milioni di umani
 "Il mondo si trova di fronte alla più grande crisi umanitaria dal 1945 con oltre 20 milioni di persone colpite da fame e carestia": lo ha detto il capo degli affari umanitari dell'Onu, Stephen O'Brien.
    "Senza sforzi globali collettivi e coordinati, la gente morirà di fame, e molti altri soffriranno e moriranno a causa delle malattie", ha aggiunto O'Brien durante una riunione del Consiglio di Sicurezza Onu. Quindi ha chiesto l'invio immediato di fondi per lo Yemen, il Sud Sudan, la Somalia e la Nigeria.

I grandi USA, Europa, Russia, Cina che fanno??? Non si può pensare che per tale catastrofe possa bastare la carità individuale.

sabato 4 marzo 2017

Troppo poveri! Allora restituite gli 80 euro

 Più di 438mila italiani con redditi molto bassi hanno dovuto restituire allo Stato il bonus di 80 euro ricevuto nel 2015. Perché al momento di compilare la dichiarazione hanno scoperto di aver guadagnato meno di 7.500 euro, troppo poco per averne diritto. E’ quello che emerge dalle tabelle del ministero dell’Economia sulle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2016 e relative agli introiti dell’anno prima. Contando anche i contribuenti che hanno superato il tetto massimo dei 26mila euro, le persone a cui lo Stato ha chiesto indietro il bonus Irpef da 80 euro sono state 1,7 milioni. Di questi, 966mila lo hanno reso integralmente e 765mila in parte, facendo tornare nelle casse dell’erario 508 milioni complessivi a fronte dei 9 miliardi spesi.
Maggiori dettagli su
Il problema della restituzione si era già verificato nell’anno fiscale precedente, ed è il frutto del particolare perverso meccanismo con cui fu varata la restituzione fiscale degli 80 euro.

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martedì 14 febbraio 2017

Direzione PD, la scelta scenografica

La Direzione del PD si è conclusa ieri 13 Febbraio 2017;  lasciando da parte ogni considerazione di cronaca politica, soffermiamoci per un attimo sulla scenografia e la possiamo trovare molto particolare.
 In tutti i convegni o assemblee normalmente e tradizionalmente chi interviene parla da un piccolo podio a lato o parla dallo stesso tavolo della presidenza.
 In questa particolare assise chi è intervenuto si è trovato schiacciato in fondo e sottoposto prima alla diretta osservazione di due tavoli di presidenza. Il Capo è proprio accanto, e chi interviene  è costretto ad osservare per prima cosa tutte le facce che sta facendo il capo; l’uditorio della platea è ben lontano e chi interviene è come costretto a fare un salto per parlare a tutti gli altri.
 Questa inusitata scenografia non sarà stata di certo casuale. (f.z.)

sabato 11 febbraio 2017

La Brexit e l’assurdo capolavoro laburista

La Brexit passa alla Camera dei Comuni, e Theresa May può far scattare a marzo l’inizio delle trattative con la UE per l’applicazione l’articolo 50 del Trattato di Lisbona.
Il capolavoro dello  schiacciante voto favorevole (494 a 122) è stato determinato da Jeremy Corbyn (leader laburista),  che in nome del rispetto della volontà popolare ha detto Sì alla Brexit;  anche se lui stesso era stato contrario al momento del referendum ed una buona parte del suo partito sosteneva di  continuare ad opporsi nella sede del Parlamento .
Capolavoro di Corbyn,  che ha determinato  la bocciatura di tutti gli emendamenti messi sul tavolo dalle opposizioni per cercare almeno di limare il testo: ultimo quello che mirava a fissare per iscritto a priori gli impegni del governo a tutelare anche in futuro i cittadini Ue residenti nel Paese.
 Con l’adesione dei laburisti alla Brexit e diventata isolata la posizione degli scozzesi  dell’Snp, posizione che è stata ribadita con la sfida di rilanciare nuovamente la secessione dal Regno Unito. 
 Se i laburisti avessero votato tutti no alla Brexit in Parlamento, molto probabilmente perdevano lo stesso;  ma almeno  avrebbero dimostrato di voler raccogliere la volontà di rappresentare i  cittadini britannici che avevano votato contro l’uscita dall’Europa il 48.1%.  
 Probabilmente Corbyn ha pensato che una parte della sua base laburista era a favore della Brexit e con la scusa del rispetto del risultato elettorale ha voluto mantenere un risicato equilibrio nel suo partito negando le sue stesse posizioni.   
 Non era certo un suo compito sostenere il governo May in questa fase e non è certo compito di leader di partito quello di essere codista nei confronti del popolo;  un leader politico deve in qualche modo indicare la strada che ritiene giusta pagando anche il prezzo della non popolarità.

Francesco Z. 

venerdì 10 febbraio 2017

Motivazioni: Corte costituzionale e Italicum

La Corte costituzionale il 9 febbraio 2017 ha fatto conoscere, tramite il suo sito,  le motivazioni che hanno portato alla sua Sentenza sulla legge elettorale denominata Italicum.  Le motivazioni sono, nella loro interezza, consultabili a questo link
http://www.cortecostituzionale.it/default.do        SENTENZA N. 35 ANNO 2017
Data la lunghezza del documento, che affronta tutte le posizioni dei vari Tribunali che hanno sollevato l’eccezioni di incostituzionalità e tutte le posizioni  sostenute dall’Avvocatura dello Stato, qui per facilitare la lettura, sono riportati stralci sulle decisioni, copiate dallo stesso link. I punti salienti soni riportati in neretto.

venerdì 27 gennaio 2017

martedì 24 gennaio 2017

Corte Suprema: la brexit deve passare dal Parlamento

Con un voto di 8 giudici a 3, la Corte Suprema ha deciso che è necessario un voto della camera dei Comuni e della camera dei Lord per decidere di dare formalmente inizio all’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europe.
    Theresa May ha così perso per la seconda volta la battaglia legale, sconfitta l’autunno scorso dall’Alta Corte di Londra,  ora di nuovo sconfitta dalla più alta autorità giudiziaria del regno.
E’ possibile che il dibattito in aula cominci assai presto, nel giro di giorni o settimane. La premier May ci tiene a mantenere la scadenza da lei stessa fissata, secondo cui l’avvio della trattativa con la Ue sulla secessione deve cominciare “entro la fine di marzo”. E’  sua intenzione avviare il negoziato entro giugno.
La previsione generale è che nessun partito si opporrà radicalmente ala brexit; ma Jeremy Corbyn, leader laburista, afferma già che il voto del parlamento sulla Brexit dovrà “avere significato”, insomma essere più un semplice sì alla decisione del governo: l’opposizione cercherà di porre dei paletti, delle condizioni agli obiettivi elencati di recente da Downing Street. Il partito liberal-democratico forse chiederà che  ci sia un secondo referendum popolare sulla brexit, per permettere eventualmente al popolo di ripensarci.
Se da un lato i giudici hanno dato torto al governo, dall’altro gli hanno dato ragione: negando il diritto dei parlamenti autonomi di Scozia, Irlanda del Nord e Galles di votare a loro volta sulla Brexit, un’ipotesi che avrebbe aperto scenari ancora più incerti, considerato che due delle regioni autonome, Scozia e Irlanda del Nord, hanno votato a grande maggioranza per restare nella Ue e ora minacciano apertamente la secessione dalla Gran  Bretagna per continuare a fare parte dell’Europa.
 “Non è una vittoria per me”, commenta all’ingresso della Corte Suprema una raggiante Gina Miller, la donna d’affari che ha messo in moto l’iter giudiziario presentando ricorso all’Alta Corte per chiedere che il parlamento avesse voce in capitolo. “E’ una vittoria per la democrazia”. 
Atri particolari su:

I peccati di Padova

Quando non si parla di un fatto equivale quasi alla sua non esistenza; ed i peccati di Padova, che hanno coinvolto la chiesa, non sono balzati alle cronache delle TV.
 In qualche modo, in questo gennaio 2017,  terremoto e valanghe hanno determinato un ordine di priorità delle notizie, relegando i fatti di Padova nell’ultrasecondario.

 Se le notizie di Padova fossero arrivate quando tanto si parlava sugli scandali dei preti pedofili, avrebbero avuto ben altro rilievo. Comunque, sulla base di un po’ di notizie recuperate sui giornali e su internet pare proprio che il peccato ci sia e con qualche rilievo finanziario
Da il fatto quotidiano: Il vescovo si inginocchia e chiede perdono. Per i peccati della Chiesa padovana consumati nella parrocchia di San Lazzaro, per l’incapacità di capire cosa stava accadendo, per il pubblico scandalo che due sacerdoti, per loro stessa ammissione, hanno dato. 
Escono nuovi dettagli sul caso di don Andrea Contin e di altri sacerdoti che avrebbero fatto sesso in canonica. Ammissioni ai carabinieri e perfino sospetti di ammanchi nella gestione di un ente per l’assistenza di anziani, di cui l’ex parroco era presidente. Cifre importanti, che sfiorano i tre milioni di euro e che potrebbero spiegare la disponibilità economica del sacerdote.  ….da...
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lunedì 23 gennaio 2017

2018 esami finali nella “buona scuola”

Basterà la media del 6, l’essere stato presente, e aver fatto una esperienza scuola-lavoro
La nuova maturità che dovrebbe debuttare nel 2018 verrebbe ad avere i seguenti aspetti:
-         aver partecipato alle prove Invalsi (che sbarcano così ufficialmente in quinta superiore);
-         aver svolto l’alternanza scuola-lavoro obbligatoria;
-         aver ottenuto una votazione non inferiore alla meda dei sei decimi, condotta inclusa (non sarà dunque più richiesta la sufficienza in tutte le discipline).
-         Resta invece immutato il requisito generale della frequenza delle lezioni: i maturandi per l’ammissione agli esami dovranno essere stati in classe «per almeno tre quarti del monte ore annuale» (come già previsto dall’attuale normativa).
Questi aspetti del nuovo esame di Stato sono contenuti nello schema di Dlgs attuativo della legge 107 sulla valutazione, trasmesso dal Miur alle Camere.
In pratica un geniale studente che ha avuto dei problemi che gli hanno impedito di frequentare la scuola per tre quarti del monte orario non verrà ammesso agli esami.
Un geniale studente negli studi, ma che non ha avuto la possibilità di frequentare l’alternanza scuola-lavoro, o che non l’ha frequentato con diligenza, non verrà ammesso agli esami.
Un mediocre o incapace studente che ha ottenuto i primi due requisiti; e che ha un 3 in Italiano compensato da un 9 in educazione fisica; ed anche un 4 in matematica compensato da un 8 in condotta, SARA’ AMMESSO.
Se consideriamo che il voto di condotta generalmente si attesta sull’otto/nove, l’alterazione della media sarà molto diffusa in tutte le scuole.
Questo è il previsto esame 2018  per “buona scuola”:  merito per la presenza e merito per esperienze di scuola-lavoro (spesso insignificanti e bizzarre); ben poco merito per l’effettivo studio,  considerato solo come un optional in più. Speriamo che il Parlamento possa fermare o modificare questo geniale esame prima che venga reso operativo. (f.z.)
Altri dettagli su:
http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2017-01-17/nuova-maturita-2018-essere-ammessi-basta-media-sei-184248.shtml?uuid=AEJ0l6B

Alleghiamo l’intervento del prof. Carosotti disponibile su youtube
PERCHE' SI RIFORMA L'ESAME DI STATO? (data 07/02/2017)
https://www.youtube.com/watch?v=vcxyOsunocs

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domenica 22 gennaio 2017

Cassazione: siti e blog responsabili per i commenti

Una sentenza del dicembre 2016 che necessariamente va considerata – qui riportiamo stralci da
IL GESTORE di un sito, anche non professionale, è responsabile dei commenti dei lettori, anche di quelli non anonimi, e rischia quindi una condanna per diffamazione. È quanto stabilito, per la prima volta, da una sentenza (PDF) pubblicata nei giorni scorsi dalla Corte di Cassazione. Il diffamato è Carlo Tavecchio, presidente della Figc (Federazione italiana gioco calcio), per un commento pubblicato nel 2009 sul sito Agenziacalcio.it, che per questa vicenda è stato anche oscurato. L'autore del commento, inserito autonomamente, definiva Tavecchio "emerito farabutto" e "pregiudicato doc", allegando il certificato penale. In primo grado il gestore è stato assolto, in secondo grado condannato e ora la Cassazione conferma: dovrà pagare 60 mila euro a Tavecchio, per "concorso in diffamazione". Per la Cassazione c'è concorso perché il gestore doveva sapere dell'esistenza di quel commento, poiché il suo autore gli aveva mandato una mail contenente il certificato penale di Tavecchio. L'imputato invece sostiene di aver saputo del commento diffamatorio solo quando la polizia gli ha notificato il sequestro del sito.

LA SENTENZA (Pdf)

"Adesso, con questo orientamento che per la prima volta arriva in Cassazione, rischia di essere molto difficile gestire un sito web che abbia commenti", dice Fulvio Sarzana, avvocato penalista specializzato in diritto su internet. "I gestori dovrebbero controllare ogni commento, chiedersi se può essere o no diffamatorio. Anche di quelli non anonimi", aggiunge. La questione rischia di avere ricadute notevoli sul sistema dell'informazione web.
 
Per continuare su

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sabato 21 gennaio 2017

Olanda, di già i treni elettrici vanno a vento

2017, con un anno di anticipo, i circa 600mila passeggeri giornalieri della compagnia Nederlandse Spoorwegen viaggiano esclusivamente grazie all'elettricità prodotta dal vento
 Un obiettivo raggiunto in anticipo rispetto a quanto previsto dal piano di sostenibilità predisposto dalla compagnia. L'accordo con il produttore di energia Eneco prevedeva di rendere la rete funzionante completamente a fonti rinnovabili solo per inizio 2018.
 Una pala eolica attiva per un’ora può alimentare un treno per quasi 200 chilometri, ma Ns si propone di ridurre l’energia necessaria per passeggero di un ulteriore 35% entro il 2020.
 Oltre a rifornirsi di energia verde dalla Eneco, la NS può contare anche su una serie di propri parchi eolici costruiti in Olanda, Belgio, Finlandia e Svezia che nel corso del 2017 è previsto riescano a produrre circa 1,4 TWh di elettricità, quanta basta a garantire il fabbisogno annuale di circa un milione di abitazioni.
Altri dettagli su

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venerdì 20 gennaio 2017

Tra terremoti e frane aggrappati ad un fiore

La natura vive i suoi assestamenti molecolari, spesso a noi ignoti, e non ascolta le ragioni della nostra mente e neanche le ragioni del nostro cuore.
La solidarietà umana, come indicava Giacomo Leopardi nella Ginestra, è l’unico debole rimedio ai disastri della natura.

Se volete potete pregare, ma il debole rimedio che noi come esseri umani possiamo porre è avere cura di chi ha bisogno di aiuto e di chi soffre; ed avere cura anche di coloro che con grande coraggio portano aiuto nei momenti più tragici. Avere cura anche quando si levano critiche e commenti. (f.z.)

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giovedì 19 gennaio 2017

Raggi legittima come Sindaco – il margine del ricorso PD

Respinto ricorso PD - Raggi legittima come sindaco; ma il Tribunale civile di Roma non si esprime sul contratto di Grillo, e dice che il ricorrente non era portatore di interesse per agire in giudizio.

mercoledì 18 gennaio 2017

Cucchi – Procura di Roma: omicidio preterintenzionale

Stefano Cucchi fu assassinato. La procura di Roma ha chiuso l’inchiesta bis sulla morte del giovane, deceduto in un letto del reparto di medicina protetta dell’ospedale Pertini di Roma il 22 ottobre 2009. Otto anni dopo ai tre carabinieri che lo arrestarono quella tragica notte del 15 ottobre nel Parco degli Acquedotti, è stata contestata l’accusa di omicidio preterintenzionale. Sono ritenuti responsabili del pestaggio del giovane geometra. Per altri due carabinieri sono ipotizzati i reati di calunnia e di falso.

martedì 17 gennaio 2017

LA SACROSANTA RICCHEZZA

Ieri 16 gennaio 2017 abbiamo potuto sentire nei vari telegiornali che:
otto super miliardari detengono la stessa ricchezza che è riuscita a mettere insieme la metà della popolazione più povera del globo: 3,6 miliardi di persone.
Qui alleghiamo un link dei tantissimi giornali che hanno riportato la stessa notizia; e chi vuole può di nuovo fare un ripasso.
Bene, ora provate a dire solo due parole “imposta patrimoniale”; vi salteranno addosso non solo gli otto capitalisti ma anche tantissime persone che sono addirittura quasi povere. E più proverete ad aggiungere qualche discorso che possa tentare di giustificare quelle due parole e più sarete messi alla berlina; potreste perfino essere accusati di volere con uno stratagemma fiscale fare aumentare la ricchezza degli otto super miliardari.

Eppure se si vuole costruire un sistema impositivo che non vada a colpire solo i redditi di lavoro, quelli d’impresa  e i consumi, è necessario che una parte del carico fiscale vada a gravare anche sul patrimonio. Organizzare un impianto impositivo che vada a gravare sul patrimonio non è per niente facile, occorre quantomeno cominciare a studiare; ma al momento siamo addirittura alla demonizzazione degli stessi studi: le due parole “imposta patrimoniale” sono considerate un Tabù.  (f.z.)

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lunedì 16 gennaio 2017

Moody's patteggia la multa: quelli che davano le pagelle

L'agenzia internazionale Moody's ha patteggiato il pagamento di circa 864 milioni di dollari alle autorità federali e statali Usa per porre fine all'inchiesta nata dall'accusa di aver gonfiato il rating di mutui ipotecari rischiosi negli anni che hanno portato alla crisi finanziaria del 2008-2009.
Moody's ha riconosciuto di non aver seguito i suoi standard di giudizio.
http://www.ansa.it/sito/notizie/economia/2017/01/14/moodys-multa-da-864-mln-di-dollari_78ab2127-476f-49fa-b85a-c99cb1cf1016.html

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mercoledì 21 dicembre 2016

Ricorso rivalutazione pensioni, dicono che scade

Entro il 31 dicembre 2016, vanno bloccati i tempi di prescrizione con lettera raccomandata di diffida all’Inps.
Vi ricordate che
nel dicembre 2011, il Governo azzerò il meccanismo di adeguamento automatico delle pensioni superiori al triplo del minimo Inps (Manovra Salva Italia) e quindi coloro che erano andati in pensione prima del 31.12.2011 (per 2 scatti di perequazione automatica) e prima del 31.12.2012 (per 1 scatto di perequazione automatica) e avevano percepito un importo della pensione per il 2012 superiore a € 1.405,05 lordi (pari a circa €. 1.088,00 netti) e per il 2013 superiore a €. 1.443,00 lordi (pari a circa €. 1.117,00 netti).

SUCCESSIVAMENTE

martedì 20 dicembre 2016

Il ministro Poletti e quattro litri di vino acido

Primo litro
"Intanto - ha sostenuto Poletti - bisogna correggere un'opinione secondo cui quelli che se ne vanno sono sempre i migliori. Se ne vanno 100mila, ce ne sono 60 milioni qui: sarebbe a dire che i 100mila bravi e intelligenti se ne sono andati e quelli che sono rimasti qui sono tutti dei 'pistola'. Permettetemi di contestare questa tesi"

Poi due litri di colpo
"Conosco gente che è andata via e che è bene che stia dove è andata, perché sicuramente questo Paese non soffrirà a non averli più fra i piedi".

Ultimo litro
"è bene che i nostri giovani abbiano l'opportunità di andare in giro per l'Europa e per il mondo. E' un'opportunità di fare la loro esperienza, ma debbono anche avere la possibilità di tornare nel nostro Paese. Dobbiamo offrire loro l'opportunità di esprimere qui capacità, competenza, saper fare"

Rutto finale post sbornia
"Evidentemente mi sono espresso male e me ne scuso. Non mi sono mai sognato di pensare che è un bene per l'Italia il fatto che dei giovani se ne vadano all'estero"

Conclusioni
Si è espresso male o in vino veritas? Ma forse non aveva neanche bevuto, aveva espresso solo la sua grande sensibilità?

Tranne le conclusioni, le quattro frasi sono state rigorosamente copiate dall’articolo del giornale Repubblica, quotidiano non ostile al Governo, ecco il link
http://www.repubblica.it/economia/2016/12/19/news/poletti_centomila_giovani_in_fuga_non_e_che_sono_rimasti_dei_pistola_-154470564/

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